Libro (285)
  • La foto di Amina a seno nudo ha fatto il giro del mondo. Una ragazza tunisina di 18 anni appena si mostra così, con un messaggio tatuato sul busto: “il mio corpo mi appartiene”. Amina si fa portavoce del pensiero della sua generazione, dei giovani che come lei hanno partecipato attivamente alla primavera araba: più libertà in un paese ormai in mano agli integralisti islamici. Questo gesto le costa quasi la vita: prima viene segregata dai suoi stessi genitori, scandalizzati e timorosi che le conseguenze di un atto così eclatante si ripercuotano su tutta la famiglia; poi, dopo l’adesione al movimento delle Femen, finisce in prigione. Anche da dietro le sbarre Amina continua a battersi, in difesa delle detenute sistematicamente percosse e angariate e per la liberà di espressione. Ma una volta scarcerata, proprio in ragione della notorietà che la sua figura ha acquisito nel mondo, Amina non è ancora libera. Deve lasciare il suo paese. Così Amina si rifugia a Parigi e da lì decide finalmente di raccontare la sua storia, la storia di una ragazza divenuta simbolo della protesta contro ogni forma di dittatura militare o religiosa, e anche di un sogno infranto, quello di chi, come lei, ha sperato che la primavera araba portasse la vera democrazia.

  • Negli ultimi anni il modo in cui viene percepita e rappresentata l’omosessualità in Italia ha subito notevoli cambiamenti. Spesso di facciata, – talvolta sostanziali. Questo libro raccoglie gli articoli che Alessandro Golinelli scrive dal 1998 su “Pride”, la rivista gay italiana più autorevole e letta. I suoi interventi, da allora fino a oggi, ci raccontano sia il cambiamento della società nei confronti degli omosessuali, sia come il movimento gay, nella sua lotta contro la discriminazione, vi ha contribuito. Emerge prepotentemente un’Italia inedita, vista con gli occhi di chi ha sempre dovuto lottare contro l’ipocrisia, svelandola dietro ogni cosa: dalla politica all’economia, dallo sport alla spettacolo.

  • Irene vive per leggere e sogna di leggere per vivere, Mira si sente una rockstar con e senza chitarra al collo e Davide è la stella della squadretta di calcio locale, ma trascorre i giorni nell’attesa di un provino da professionista. Vivono a Vallefiora, un borgo contadino ristrutturato da un pugno di intrepidi ecologisti, “il paradiso terrestre, o giù di lì”, dove in realtà c’è poco altro da fare se non inventarsi le giornate fra un centro ricreativo, un garage attrezzato a sala prove e la corriera che ogni giorno li porta a scuola. Ogni cosa per loro è routine, dagli orari ai divertimenti alle norme che regolano i rapporti sociali fra il gruppo dei calciatori, quello degli studenti delle superiori e i ragazzi delle medie. Finché un evento in apparenza insignificante mischia le carte, incrociando le vite di Irene, Mira, Davide e i loro amici, mentre la scuola finisce e l’estate è alle porte. Tutto comincia a cambiare, costringendo i tre ragazzi a rimettere in discussione idee, prospettive, aspirazioni e desideri.

  • Che cosa faremmo se un giorno scoprissimo che la nostra vita è un castello di sabbia e che nulla di quello che abbiamo costruito è autentico? Succede a Mia, compagna di Alessio, architetto di successo a Stoccarda. Per seguirlo Mia ha rinunciato a tutto, anche ad avere figli. Finché un giorno scopre che Alessio le ha nascosto una verità impossibile da accettare. Mentre tutto precipita, Mia torna dopo vent’anni nella grande casa di famiglia, sulle sponde del lago di Garda, dove vive l’autoritaria madre Vittoria, da cui la dividono lontani conflitti familiari. Qui rivede Luca, il ragazzo di cui Mia era innamorata tanto tempo prima e che le svela i segreti della coltivazione della lavanda e delle erbe da cui trae rimedi e unguenti. Ma anche nella vita di Luca c’è un passato scomodo e doloroso.

  • Qual è il numero ideale di ospiti per la buona riuscita di una cena? Si portano i fiori alla padrona di casa? Dove si fa sedere l’ospite di riguardo? Lei giocherella con la forchetta: che cosa vorrà dirmi? Lui valuta per mezz’ora la lista dei vini: esperto o ossessivo-compulsivo? Questo manuale spiega in modo ironico e divertente il galateo del terzo millennio. Uno dei modi più ecaci per capire davvero i propri simili è infatti invitarli a consumare un pasto insieme. L’ignaro convitato non si immagina che la tavola, disponendo all’intimità e alla condivisione, inducendo alla confidenza e al rilassamento, è uno dei luoghi in cui l’essere umano, involontariamente, rivela se stesso, si espone, e a volte si smaschera. Ecco che allora può bastare una cena insieme per capire se lui/lei sono la persona giusta per noi e se vale la pena di dividere tutti gli altri pasti della nostra vita… E una volta che la coppia è formata entra in gioco lo Sgalateo, ovvero il galateo sovvertito e riapplicato a piccanti ed esclusive cene a due, dove l’unica regola è il piacere di stare insieme.

  • Il volume raccoglie le fiabe scritte dal poeta turco durante la seconda metà degli anni Cinquanta. Storie nate da remote memorie d’infanzia dell’autore, ma anche da un’attenta e appassionata lettura del materiale folclorico del suo paese. Ne esce una raccolta di racconti in cui vivono principesse e “nuvoli” capaci di amare, contadini sciocchi e ragazzi furbi, maghi crudeli e astute ragazze.

  • «Principessa di notte e cenere di giorno», il protagonista di questo romanzo vive alla ricerca del suo posto nel mondo. Ma finisce sempre per nuotare controcorrente. Passa le giornate rimbalzando tra ASL, INPS, medico di base, ortopedico, psichiatra, commissioni a cui sottopone le proprie cartelle cliniche, radiografie e risonanze magnetiche, per farsi finalmente dichiarare inabile al lavoro. E dopo ognuno di questi incontri si alza, saluta e va a ubriacarsi. Inseguito dai fantasmi del passato – il ricordo di una madre bellissima che lo ama sopra ogni cosa, di un padre troppo giovane per essere presente, di un patrigno che ha affogato le frustrazioni nell’alcolismo – si muove in una Napoli notturna, abitata da miserabili contemporanei in cui riesce a trovare affetto e comprensione. Lorena, Marlonbrando, Chicco, Sasà, Gino Bingo sono amici tossici, spacciatori e prostitute, figliastri di un mondo in rovina, l’umanità sconcia con cui condivide droghe e turbamenti.

  • Tra rigorosa realtà storica e finzione narrativa, in un intreccio che lega insieme il presente con l’avvio del XX secolo, Lorenzo Beccati costruisce un romanzo partendo da un frammento di vita del rivoluzionario russo più famoso di sempre: il breve soggiorno di Lenin a Capri qualche anno prima del fatidico ottobre 1917. Le giornate del futuro padre dell’Unione Sovietica scorrono tra gite in barca ai faraglioni e passeggiate nella piazzetta, tra partite a scacchi con i compagni di partito, un amore clandestino, e cene di gala sul panfilo degli industriali dell’acciaio Krupp. Anto ‘o muto, pescatore solitario e anarchico verace, con caparbietà diventa suo amico. Il caprese è capace di grande devozione ma anche di gettare nel tumulto la coscienza di Lenin. Con lui il russo scoprirà lati sconosciuti, e a tratti oscuri, dell’isola partenopea e della sua anima rivoluzionaria. Il tutto è pervaso da un enigma: perché il capo dei bolscevichi è andato a Capri?

  • «Il buio in cui eravamo immersi diventava sempre più nero. Gli ultimi ad arrendersi sono stati due signori la cui voce ci arrivava dalla sinistra del divano. “Aiuto, cazzoooo!” hanno urlato. Ma invano. Una trave ha scricchiolato, un altro mucchio di neve è caduto a terra.
    “Mamma, perché non vengono a prenderci?”
    “Non lo so.”
    “Ma ci avevano trovati…”
    “Non lo so.”
    “Dici che non ci hanno sentito?”
    “Ma sì che ci hanno sentito. Magari adesso sono un po’ stanchi, Gianfi. Chissà quanto avranno scavato… Vedrai che si riposano un attimo, dormono un paio d’ore, poi ci vengono a prendere. Noi tanto stiamo bene, no?”
    “Veramente io sto morendo di freddo, mamma.”
    “Be’, è normale… Siamo in montagna.”
    “Già. E Ludovica?”
    “Starà certamente bene anche lei, Gianfilippo… Ne sono sicura.”
    “Già… Mamma?”
    “Sì?”
    “Ti va di dire un Padre Nostro insieme a me?”».

    Adriana e Gianfilippo Parete sono mamma e figlio. E stanno per morire insieme alle altre ventinove persone rimaste intrappolate fra le macerie dell’hotel Rigopiano, il 18 gennaio 2017. Al culmine di un breve sciame sismico, una valanga si è staccata dal monte Siella, nel cuore dell’Abruzzo, e ha travolto il piccolo resort di lusso a fondo valle.
    In un secondo, 120.000 tonnellate di pietre, ghiaccio e neve hanno spazzato via tutto, come fosse un castello di carte.
    Molti non sono morti sul colpo, ma dopo una lenta agonia. I soccorsi, partiti in ritardo, non sono riusciti a raggiungere tempestivamente il luogo del disastro e così le macerie dell’hotel Rigopiano si sono trasformate in una gigantesca trappola per topi.

    Questo libro è la storia in presa diretta di cosa è successo dentro quella trappola nelle drammatiche cinquanta ore che seguirono la valanga. A raccontarla è la famiglia Parete – mamma, papà e due figli – i quattro protagonisti di quello che i giornali hanno chiamato il «miracolo di Rigopiano».
    Ma ogni cosa ha un prezzo, anche i miracoli. «Da tutto questo» ricorda oggi Giampiero, il papà, «ho imparato quanto è difficile svegliarsi ogni mattina oppressi dall’obbligo di ringraziare Dio, spaventati dalla prospettiva di incrociare lo sguardo di qualcuno che magari là sotto ci ha lasciato la madre o un figlio, oppure angosciati dall’unica vera domanda che continuo a farmi ogni volta che ripenso a quella montagna: perché noi?»

  • Durante la preparazione del film Piccolo Buddha, Giovanni Mastrangelo, collaboratore del regista Bernardo Bertolucci, viaggia per mesi nell’universo buddista esplorando i monasteri e i mondi diversi che li abitano. Durante la stesura del soggetto del film, a cui lavora con Bertolucci e Fabien Gerard dalla primavera del 1991, Mastrangelo scrive anche questo racconto in forma di favola della vita del principe Siddharta, dalla nascita fino all’Illuminazione. Il libro, tradotto in numerose lingue, diventa un “personaggio” del film: regalo di Lama Norbu, viene letto dal piccolo Jessie per imparare la storia del Buddha interpretato da Keanu Reeves.
    In questa nuova edizione curata dall’autore, Il piccolo Buddha è seguito da sette Jataka, le parabole sulle reincarnazioni del Buddha tramandate dalla tradizione orale indiana.
    “C’è un piccolo Buddha nascosto dentro ognuno di noi. Anche oggi che sono passati duemila e cinquecento anni da allora, tutti i Buddha di ogni tempo sono dovunque. Dentro e fuori di noi. Sorridono.”

  • Un romanzo di vita vissuta, che ci racconta uno dei Paesi più belli ma più dimenticati. Una storia di solidarietà, amore e rinascita.

    Giona è un chirurgo, vive in una città del NordItalia ma è originario del Burundi. Passa quasi tutto il suo tempo in ospedale, nel reparto “Chirurgia d’urgenza”, dove è molto apprezzato da colleghi e pazienti. Rifugiandosi nel lavoro, però, è diventato duro e refrattario ai sentimenti e sembra aver dimenticato le sue origini e la vita di un tempo. Jean è un bambino approdato in Italia dall’Africa, che ha perso sua mamma, da cui è stato separato al momento dell’imbarco in Libia. Spera sia ancora viva e chiede a Giona d’aiutarlo a trovarla. Tra loro si instaura un legame profondo: aiutando Jean a cercare la madre, Giona si riconcilierà con un passato doloroso che aveva cercato di rinnegare.

  • Marina Mander, gattofila di lungo corso, viaggia attraverso mille storie personali, letterarie, fantastiche o di cronaca, costruendo una suite intessuta di memorie, fiabe, riflessioni argute, scorci di irresistibile humour ed emozione. Con grazia sorniona e con lo sguardo acuto di chi sa vedere anche nel buio dà vita a un libro che si legge come un romanzo ed è, insieme, una dichiarazione d’amore e una profonda riflessione sulla rete invisibile di senso (e di sensi) che ci lega ai nostri ineffabili amici felini.

  • Massimo ha poco più di trent’anni, è il proprietario di un piccolo bar nel cuore di Roma, e non si è mai innamorato davvero. Ogni mattina, all’alba, attraversa le vie della città ancora addormentate, dove si sente il profumo del pane appena sfornato, e raggiunge il suo bar. Lì lo aspetta il primo caffè della giornata, quello dall’aroma più intenso, e dal sapore più buono. In fin dei conti sta bene anche da solo, continua a ripetersi man mano che il locale si anima: a tenergli compagnia ci pensano i clienti affezionati, con cui ogni mattina Massimo saluta la giornata fra tintinnio di tazzine, profumo di cornetti caldi e un po’ di chiacchiere. Allora come mai, il giorno in cui improvvisamente entra nel bar una ragazza dagli occhi verdi, il viso spruzzato di lentiggini e l’aria sperduta di una turista straniera, Massimo non riesce a toglierle gli occhi di dosso? Né tanto meno a farsi capire in nessuna lingua: al punto che, tempo cinque minuti di interazione, si ritrova una zuccheriera rovesciata addosso, la porta sbattuta in faccia e qualcosa di molto simile a un cuore spezzato che gli martella nel petto. Ma la ragazza con le lentiggini, che viene da Parigi, di nome fa Geneviève e di mestiere inventa cruciverba, tornerà presto da Massimo: perché ha un segreto che non può rivelare a nessuno, e che la lega proprio a quel luogo.

  • Mons. Fernández, fin dai tempi di Buenos Aires amico di papa Francesco e suo valido consulente, presenta, insieme al giornalista Paolo Rodari, il programma “rivoluzionario” del Papa argentino: prima dei princìpi viene l’annuncio del Vangelo. Per Francesco la Chiesa deve parlare anzitutto della gioia del Vangelo, mostrando come l’annuncio cristiano è la misericordia. Secondo Fernández papa Bergoglio intende scuotere la Chiesa, farla uscire dal recinto dei suoi privilegi per arrivare a tutti, specialmente agli ultimi: una Chiesa povera per i poveri.

  • La notte del 4 novembre 1803, mentre contempla le acque del Mare del Nord infrangersi contro i legni del Victoire, il veliero battente bandiera francese su cui si è imbarcato per approdare a Londra, il fisico Giovanni Aldini ignora la portata degli eventi in cui verrà coinvolto nella capitale del regno inglese, ma sa perfettamente cosa va cercando: un cadavere fresco e non mutilato. Con un’adeguata stimolazione elettrica, opportunamente distribuita fra le membra, è possibile restituire la vita a chi l’ha perduta: è questa la convinzione su cui lo scienziato bolognese ha fondato i suoi recenti studi e le spettacolari, quanto chiacchierate, dimostrazioni eseguite in Italia e in Francia sui corpi di animali. Ma l’Inghilterra, che non conosce la ghigliottina, significa altro. Significa pene capitali inflitte tramite impiccagione, la possibilità di avere a disposizione corpi integri di reietti appena deceduti. Sbarcato in una Londra sordida, traboccante di miseria e disperazione, che la penna di Beccati ricostruisce con la vividezza che solo i maestri del genere sanno regalare, Aldini si getta a capofitto nel suo progetto visionario. Ma l’ambizione folle e la cieca fede nel progresso lo porteranno presto a fare i conti con le paure e i dilemmi morali che da sempre si annidano nel cuore dell’essere umano.

  • Un’orchestra che accorda i fiati, il vento prima della tempesta, il tintinnio delle tazze riempite di caffè al mattino: il rumore di una cosa che inizia è speciale, Ada lo sa. È stata nonna Teresa a insegnarglielo. Ma adesso lei è ammalata e questo inizio fa paura. A darle forza, in ospedale incontra Giulia – un’amica inattesa, oltre che un’infermiera – e Matteo, che le regala margherite e la sorprende con una passione imprevista. Ada non immagina che in questi legami si possa nascondere, oltre all’amore, una profonda sofferenza. Le servirà un coraggio che non pensava di avere per affrontarla. E forse allora imparerà ad ascoltarsi davvero e a lasciare che certe cose finiscano affinché altre possano iniziare. Un libro che è già un caso editoriale: è stato conteso tra tutti i maggiori editori italiani ed è stato venduto in Francia, Germania, Portogallo e Brasile.

  • Cosa sarebbe stato Nerone senza sua madre Agrippina? Quale rapporto legò quel fanciullo fragile e geniale al suo precettore Seneca? Perché Caio Giulio Cesare, che aveva capito l’insufficienza delle istituzioni repubblicane rispetto all’estensione dell’Impero, non osò fare l’ultimo passo, proclamandosi imperatore? E ancora: Tiberio fu davvero quel mostro di libidine che Svetonio ci racconta? Si può veramente arrivare a reggere il governo del mondo allora conosciuto essendo una tale frivola, degenerata, nullità?

  • Padre Amorth torna con racconti inediti: i suoi esorcismi più duri, più lunghi, più difficili. L’esorcista decano della Chiesa cattolica non accetta di essere l’ultimo dei liberatori: convinto dell’avvicinarsi dell'”ora di Satana”, rivela i suoi ultimi scontri contro le legioni infernali determinato a consegnare la propria eredità di pratiche, riti e preghiere per sconfiggere il Demonio. La Chiesa tace sulle realtà luciferine presenti nel mondo secolare ed ecclesiale, ecco perché padre Amorth decide di alzare ogni velo al fine di trasmettere a fedeli, sacerdoti e semplici curiosi il proprio bagaglio di esperienza, il suo lascito ai giovani esorcisti che saranno presto chiamati ad affrontare fenomeni di possessione sempre più cruenti e le funeste congiunture del Maligno.

  • In un monastero sulla cima delle Alpi sta per aprirsi il Concilio Vaticano III. Papa Bonifacio IX l’ha indetto all’improvviso, senza apparente ragione. Il mattino dell’inizio, però, il Papa non arriva… Ben presto, viene scoperto in un lago di sangue, nella sua stanza morto. I cinque cardinali che lo trovano decidono di tenere segreta la cosa, mentre si diffondono voci di ogni genere sul mancato inizio del Concilio. A indagare sarà Maddalena, la concertista privata del Papa, una donna cieca. Sarà lei a scoprire che dietro la morte del Papa e la reticenza dei cardinali si cela un segreto sconvolgente. Una nuova verità sulla figura storica di Cristo, che potrebbe contraddire clamorosamente ciò che è raccontato nei Vangeli.

  • ‘Rivendico il coraggio del mio cuore / il mio cuore capace di osare”: in queste pagine Silvia Salvagnini racconta un cammino, quello di una giovane donna che si affida alla vita e all’amore senza filtri, ”più nuda del lampione / con la pelle senza sapone”, e ne scopre la meraviglia e la durezza. Sotto i nostri occhi, come in un romanzo fatto per squarci e illuminazioni, si compone la storia di un amore e del suo sgretolarsi, di una vita che si raccoglie intorno a dettagli quotidiani – il divano, la cipolla da sbucciare, l’orlo di un lenzuolo, la fatica del lavoro in un call center – ma che sempre aspira a un orizzonte più vasto. Sono versi che si impigliano nel dolore, nello smarrimento per la violenza che irrompe tra le pareti di casa, eppure non si polarizzano mai sulla retorica della vittima e del carnefice; parole tese fino ad assumere forme nuove, sempre alla ricerca di uno spazio per la voce femminile, che nasce dal profondo di un corpo che aspira alla gioia. Versi che non rinunciano a cercare un seme da cui ricominciare.