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    Viola Di Grado

Categoria:

Bambini di ferro

Autore: Viola Di Grado

Una mattina di fine estate, in un Giappone di un’era imprecisata, la direttrice dell’Istituto Gokuraku, Sada, e la sua assistente, Yuki, prelevano da una vecchia casa una bambina rimasta orfana: la piccola Sumiko. Sumiko – si accorgono presto in Istituto – non intende parlare, mangiare, interagire con niente e nessuno; i suoi occhi sono persi in un punto indefinito davanti a sè, su qualcosa che sembra nulla. Anche Yuki, 25 anni prima, è stata ospite dell’istituto: privata dei genitori, è stata sottoposta a un programma di accudimento materno artificiale, il cui fallimento ha generato dei “bambini difettosi”, confinati in istituto sotto la guida e le cure soffocanti di Sada. Yuki dovrebbe essere la tutrice di Sumiko, ma viene risucchiata nelle spirali dei suoi silenzi e della sua fissità, trascinata in una “zona pericolosa”, uno spazio interiore frammentato da cui pensava di essere uscita per sempre. In realtà Sumiko si rivelerà essere custode dei segreti del passato e dei traumi di Yuki, ma anche la sua possibilità di salvezza. Viola Di Grado torna con un romanzo potente sulla maternità, sui sentimenti più ancestrali, in un vertiginoso oscillare tra la più antica tradizione buddista e la gelida essenza hi-tech di un futuro già presente; con una sapienza stilistica e filosofica che la segnala come una delle scrittrici più importanti del panorama letterario contemporaneo.

Editore: La nave di Teseo
Anno Pubblicazione: 2016
Numero Pagine: 249



RECENSIONI

  1. admin

    MILANONERA

    Perché recensire “Bambini di ferro” su Milanonera? Perché il terzo romanzo di Viola Di Grado, pur non essendo né un giallo né un thriller, rientra a buon diritto nella (non) categoria dei libri che possiedono un’anima noir. Il valore aggiunto, poi, è il bel vestito creatogli dalla neonata “Nave di Teseo”. Che l’autrice siciliana sia un personaggio fuori dalle righe, una sorta di folletto dei giorni nostri, è fatto noto…

  2. admin

    IL LIBRAIO

    Tra le prime uscite della nuova casa editrice la Nave di Teseo (guidata da Elisabetta Sgarbi) c’è Bambini di ferro, il nuovo romanzo di Viola di Grado. Una storia che mette al centro della scena un tema di grande attualità: la maternità simulata o sintetica…

  3. admin

    IL GIORNO

    Viola Di Grado, figlia della fertile Sicilia e di genitori letterati, già a 23 anni artefice di una scrittura di levigatissima modernità, tradotta in 8 Paesi. Ora, a 29 anni, sale su «La Nave di Teseo», casa editrice capitanata da Elisabetta Sgarbi, per pubblicare il terzo romanzo, «Bambini di ferro». Sconvolgente delicatezza, seppur fantasiosamente dark (come le sue labbra). E riafferma l’inclinazione per il pensiero orientale…

  4. admin

    IO DONNA

    Si definisce «scrittrice più che persona», cambia città ogni anno e vive la propria vita in terza persona. Adorata dal “New York Times”, nell’ultimo romanzo parla di un virus che contamina l’amore perfetto…

  5. admin

    LA REPUBBLICA – Bologna

    Il suo è una sorta di nomadismo letterario. “Da quando ho 18 anni non mi fermo mai nello stesso posto per più di due anni. Le città le consumo e poi le lascio”, dice Viola Di Grado, classe 1987 e tre romanzi all’attivo, tradotti in nove lingue, a partire da “Settanta acrilico trenta lana” che a soli 23 anni le è valso il Premio Campiello Opera Prima. Il peregrinare l’ha portata a vivere di recente a Bologna, dove ha dato alla luce la sua ultima fatica, “Bambini di ferro”. Lo pubblica La nave di Teseo, lo presenta oggi alle 18 alla Feltrinelli Ravegnana dialogando con Giovanna Cosenza…

Author
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Viola Di Grado (Catania, 4 giugno 1987) è una scrittrice italiana. Con il suo primo romanzo Settanta acrilico trenta lana, pubblicato quando aveva 23 anni, è la più giovane vincitrice del Premio Campiello Opera Prima e la più giovane finalista del Premio Strega.. Si laurea in lingue orientali (cinese e giapponese) all’Università di Torino e si specializza in filosofie dell’Asia Orientale alla University of London. Ha vissuto a Leeds e Kyoto e ora vive a Londra. Suoi scritti sono apparsi su Nuovi Argomenti, La Psicoanalisi, Architectural Digest, La Stampa, Velvet, Glamour e altre riviste, testate e antologie. Nel 2011, il suo romanzo d’esordio Settanta acrilico trenta lana vince il Premio Campiello Opera Prima per “l’invenzione linguistica spinta fino alla visionarietà. Vince il Premio Rapallo Carige Opera Prima ed è tra i dodici finalisti del Premio Strega. Si piazza al primo posto della Classifica di Qualità Pordenone Legge- Dedalus. Al Festivaletteratura di Mantova, ispira una performance teatrale con le musiche composte ed eseguite da Ares Tavolazzi e la partecipazione di Di Grado nel ruolo di protagonista. Viene tradotto in diversi paesi.Nel 2012 compare tra i 10 romanzi più venduti negli Stati Uniti nella classifica del Marin Independent Journal. Nel 2013 Di Grado pubblica il suo secondo romanzo, Cuore Cavo (Edizioni e/o, 2013), vince la Civitella Ranieri Fellowship per lavorare al suo terzo ed è tra gli autori prescelti per l’apertura del Vancouver Writers Fest. Nello stesso anno esce l’e-book Il Superuovo (Feltrinelli - Zoom, 2013) e Di Grado è inclusa tra “gli scrittori più rappresentativi degli ultimi decenni” negli “esempi d’autore” del Dizionario Garzanti 2013.. Nel 2014 Settanta acrilico trenta lana è selezionato tra i finalisti dell’International IMPAC Dublin Literary Award.. Nel 2015 Cuore Cavo (tradotto in America e Regno Unito con il titolo di Hollow Heart, Europa Editions) si piazza al primo posto tra i candidati al Man Booker International Prize.
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